mercoledì 30 gennaio 2019

VAL DI FASSA FOR EVER


Ogni montagna ha il suo fascino, che sia un 4000 imponente e maestoso con i suoi bianchi ghiacciai , oppure una croda che altezzosa si alza all'improvvisa con la sua fuga di rocce  invitanti e verticali..o anche una bella montagna dalla quale si può ammirare l'azzurro di un lago o il blu infinito del grande mare..insomma, quello che importa è salire e arrivare dove le linee si baciano e il cuore rallenta per il sogno realizzato. Che poi io abbia un rapporto privilegiato con le cime della val di Fassa non è un segreto, ma io credo che le montagne siano tutte belle e abbiano tutte il loro perchè, basta mettersi in gioco, calzare gli scarponi e salire.

domenica 27 gennaio 2019

L'EMOZIONE DELLA MEMORIA..

Da qualche anno ormai, l'ultima domenica di gennaio, per festeggiare con gli amici del gruppo, il compleanno di molti che cade a cavallo di questa domenica, facciamo una escursione per le campagne della nostra terra, per poi trovarci a pranzo in una antica osteria e festeggiare insieme .
Da noi non ci sono montagne, proprio tutta piatta pianura, però credimi, i giochi  vivaci che la brina colora  sui campi e sui fili d'erba, regalano sempre sensazioni ed emozioni davvero belle.  Per non parlare del nostro fiume, quello che Renzo nei promessi sposi attraversa per scappare da don Rogrigo, quello che fa dire aLucia.." Addio Monti, sorgenti dell' Acque ",la nostra bellissima Adda, che placida e utilissima per i raccolti, attraversa le nostre campagne, creando in qualche punto, bellissime lanche e laghetti davvero spettacolari, specialmente se ghiacciati.  Comunque non èdi questo che ti vorrei parlare, ma di una emozione fortissima che ho provato a pranzo all'osteria, così intensa che mi ha fatto scendere qualche lacrima, fortunatamente non vista da nessuno. A fianco al nostro grande tavolo, eravamo in 14, c'era una famiglia con nonno , genero figli e nipoti e mentre mangiavo, forse per ancora nitidi ricordi, con gli occhi osservamo l'anziano signore e non so perchè il mio cuore si intristiva. Ad un certo punto ho capito il perchè..anche l'anno scorso c'era quell'anziano signore, ma quest'anno la mia anima notava una assenza, non c'era più la moglie. Il mio pensiero è corso subiton al mio anziano papà che, dopo 48 anni di matrimonio si era ritrovato improvvisamente solo, con l'unica compagnia, pur bella , ma mai completa, di noi figli con le nostre famiglie. Credimi, avrei voluto alzarmi ed abbracciare quell'uomo e davvero sentivo un peso nel cuore che mi faceva capire che prima o poi avrei pianto. Sai quando le lacrime mi sono scappate ?? A fine pasto ho visto il nonno frugare nel suo cappotto e con genti lenti e un po' impacciati, estrarre dalla tasca il portafoglio, togliere 20 euro e chiedere alla cameriera se avesse potuto darle 4 banconote da cinque euro. Una volta accontentato, ad uno ad uno le ha distribuite ai 4 nipoti. Ecco, in quel momento non mi sono più trattenuto e mi è apparsa proprio chiarissima l'immagine del mio papà che faceva lo stesso coi miei figli e nipoti e le lacrime non più trattenute sono scese copiose a bagnarmi un poco la faccia. Fortuna vuole che io sia molto raffreddato per cui nessuno si èaccorto di niente, però quell'emozione, quel gesto semplice e apparentemente banale mi torna continuamente in mente per cui ho voluto scriverlo per sfogarmi un po'. Perchè credo che spesso il senso della vita che si è scelto di intraprendere insieme con un'altra persona sia così berllo che il solo pensiero che un giorno finisca mi appare qualche volta intollerabile. Io ho vissuto vicino al mio babbo solo , per 19 anni, fino a quando non ha raggiunto la mia mamma, ho amici che vivono tuttora questo tormento e se ci penso più di tanto, anche una piccolacosa come oggi mi può commuovere fino alle lacrime. 
Sono un pò stupido?? 
Sono troppo sensibile??
 Probabile, il problema è che a volte la cosa fa molto male.


Emiliano

domenica 6 gennaio 2019

EMOZIONI FASSANE..la mia prima volta al lago Antermoia..da solo, meravigliato ed emozionatamente felice..


grazie a Simone Casella, del gruppo TREKKING MANIA, per questa splendida foto

In genere, quando mi viene chiesto un parere sull'escursione all'Antermoia, io consiglio, per la prima volta, di saliurci dalla val Duron,

 perchè, anche se non da sottovalutare, io la ritengo forse quella più alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento.


Io , invece , come prima volta, mi sono scelto un itinerario bellissimo , tosto ma di grande soddisfazione, ci sono arrivato dalla valle Udai, partendo da Mazzin e credimi ho ancora ricordi vivissimi ed emozionanti di quella splendida avventura, da solo e pieno di curiosità, perchè l'Antermoia lo sognavo fin da bambino.
Da Meida, dopo colazione, parto , già con calzatio gli scarponi , nonostante l'asfalto del Lungo Avisio, tanto sarà un attimo ad arrivare a Mazzin per immergermi in una valle tra le meno frequentate della zona. Credo che , come la val Grepa o la val Jumela, la valle Udai, sia il luogo che in estate vede meno visitatori e credo sia davvero un peccato perchè sono posti quasi magici. A proposito di magico, anche il lungo Avisio come bellezza non scherza, basta guardare oltre la propria testa e molti picchi Dolomitici si mostrano in sfumature molteplici.
Arrivato a Mazzin, inizio il bellissimo sentiero che entra nel lussureggiante bosco che , come al solito fa da splendida cornice, a mò di collier a rocce da sogno. All'inizio il fiato si fa grosso, ma la solitudine del luogo e la sua bellezza, compensano la fatica e le incertezze che mi colgono ad ogni escursione, fino a quando il passo prende davvero una forma regolare e la mente può vagare, insieme agli occhi, su meraviglie piccole e grandi che solo in montagna si possono cogliere..o forse credo, anche da soli, quando le parole non permettono distrazione ai pensieri.Arrivo alla cascata che, con un tuffo altissimo mi dicono scenda direttamente dal lago e mi vengono in mente le parole del cercatori di minerali Rizzi, di Vigo, che mi aveva consigliato di scendere in una grotta vicino a dove cade l'acqua per trovare cristalli di pirite, però sono solo, mi basterebbe una scivolata o un sasso caduto e potrei farmi male, quindi proseguo, oggi la mia meta è un'altra.



Ad un certo punto, il bosco finisce e mi trovo davanti ad una grotta bellissima, credo attrezzata per arrampicare visto i rinvii che pendono dal tetto, ma da qua il sentiero diventa verde , visto che supera prati , però s'impenna notevolmente. I muscoli però sono già caldi, la rotta è fatta, poi anche questo sentiero è caratteristico, perchè costeggia , fino a traversarlo, un torrentello che con salti e cascatelle porta a valle un po' di acqua che non so dove arrivi, ma porta al cuore col suo rumore continuo e mai fragoroso, veri fremiti di gioia. Inutile dire che qui i fiori si sprecano..insomma , come in un quadro di un grande pittore, sembra che ci sia una gara per suscitare meraviglia. Io credo di avere un grosso difetto quando vado in montagna da solo, vado troppo forte e infatti all'improvviso mi trovo sull'altipiano di Camelot, dove mi si aprono davanti agli occhi scenari che è poco chiamare meravigliosi.



Mi incammino verso passo Dona, accompagnato dal fischio delle marmotte e mi trovo davanti due sacerdoti che celebrano Messa in questo splendido scenario e penso che siano pochi i posti più belli di questo dove dare lode a Dio , per la Sua bontà e per la bellezza della Sua Creazione. Arrivo all'inizio per il passo e sulla destra noto passo Ciaregole, il sentiero che proviene dal Micheluzzi in val Duron e mi prefiggo di scendere la lì finita l'escursione..Poi andrà diversamente, però ti devo confessare un piccolo sogno che devo ancora realizzare. Da passo Ciaregole, parte una bellissima cresta , con roccia ed erba , che divide la val Dona dalla val Duron e finisce proprio sopra Fontanazza con una croce sopra una cimetta veramente esposta , quasi a vegliare su tutta la val di Fassa alta fino a Canazei, non è difficile ma da solo, ormai sono vecchio e stanco, mi fido poco.Prima o poi lo trovo un amico e questa cimetta sarà nostra.



Spinto dall'entusiasmo in un attimo supero passo Dona e visto che sono ancora fresco e ci ho messo molto meno dei tempi indicati, salgo anche la vicinissima, forse insignificante ma per me bella cima Mantel dalla quale però c'è una vista magnifica sui gruppi lontani, Odle, Pale, Monzoni e su cime che prima o poi dovrò salire, cima Uomo e molte altre , ognuna piùbella dell'altra. Probabilmente sono stupido a salire anche su piccole cime, però qualcuno che mi conosce dice che sono bulimico di cime..probabilmente hanno ragione.



Dal passo Dona, scendo velocemente al rifugio costeggiando bellissime e verticali pareti e arrivato mi viene un colpo, il lago non c'è, possibile che abbia sbagliato, il rifugio è giusto, si sarà mica prosciugato ?? Chiedo stupidamente ad un escursionista e questo mi rassicura, il lago c'è è solo dietro un piccolo promontorio che lo nasconde dal rifugio.. infatti lo trovo e non ci metto parole, solo alcune foto per farti capire l'emozione..









Mi mangio un panino con vista lago con la schiena appoggiata a mò di  poltrona su di un masso, con gli occhi sempre in cerca di visioni e sfumature sempre nuove, mi prendo un caffè al rifugio , perchè credo sia importante ricordare che i rifugisti sono i presidi di umanità in montagna e spesso il loro contributo è essenziale e mi appresto a scendere, però non lo faccio dalla val Duron, voglio una ciliegina sulla torta, salgo a passo Antermoia e scendo al rif. Principe, al Vaiolet e Gardeccia, poi sempre a piedi ritorno a Meida..



Se il racconto ti è piaciuto , più avanti descrivo la discesa, sul blog finita la lettura ci sono da cliccare delle caselle, fammi sapere se ti interessa il seguito..



                                                         Emiliano

Post più popolari

ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa