mercoledì 6 marzo 2019

CI SCAMBIAMO PARERI SULLA BELLISSIMA ARTE DI SALIR MONTAGNE ??

Domenica, con molti amici, mi sono trovato in un posto bellissimo, Plose, davanti alle maestose Odle ad ammirare senza fiato la bellezza della natura. 


Ripensando poi a quei momenti, mi è venuto un dubbio..tutti aestasiati per la bellezza, ma io , a differenza loro, non vedevo solo il bello, ma ammirando Le Odle, con la slanciata Furchetta e il poderoso Sass Rigais coi loro magnifici versanti nord, immaginavo Solleder che saliva per la prima volta, o una delle prime, una diretta di sesto grado, proprio sulla Furchetta, oppure Messner che a 5 anni saliva il Sass Rigais per la ferrata.


Ecco la domanda che vorrei farti..
I GIOVANI, OGGI, SIA IN GHIACCIO CHE IN ROCCIA, VANNO FORTISSIMO, FANNO COSE IMPENSABILI PER NOI VECCHI..O ALMENO MOLTI DI NOI..
ma non ti sembra che manchi loro un po' della storia dell'alpinismo?? Quando alla GRANDE DI LAVAREDO, ho salito con Hans Kammerlander, lo spigolo Dibona, pensavo continuamente alla forza di uomini che aprivano vie grandiose su pareti impossibili e con mezzi forse  poco adatti..

L'altro giorno su un social, parlavo con unragazzo fortissimo che mi diceva che arrampica sul 8c+..alla mia domanda perchè non va a fare la Solleder o la Philiph Flamm in Civetta, mi ha risposto ..cosa è il Civetta?


La pensi come me che, nonostante la loro forza e bravura, molti giovani perdano in montagna il gusto del sapere??


Aspetto un tuo gradito parere..

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa