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sabato 29 aprile 2017

LA CURIOSITA' DI CAPIRE...

a volte mi chiedo ,cosa possa essere quella molla,quella spinta insondabile e strana che spinge molti di noi a mettere in gioco la comodità ,gli affetti e qualche volta purtroppo anche la vita solo per il gusto di vedere come si è quando si sale una montagna o si mette il piede su di una vetta a volte a lungo sognata e desiderata...
A chi gli chiedeva perchè volesse salire l'Everest , Mallory rispondeva perchè è lì e poi su quella montagna ha perso la vita,nel tentativo di cogliere un sogno forse impossibile per quei tempi...Così a volte mi chiedo il perchè in montagna io ci vada spesso e volentieri e perchè la cosa mi dia così tanta gioia . Se perso a quando ero ragazzo, alle delusioni che la vita mi dava ogni volta che mi piaceva una ragazza, mi viene spontaneo pensare che quella fosse una fuga in ambiente dove il mio io finalmente aveva il modo e la ragione di realizzarsi. Ti farà sorridere ma ne ho presi di no dalle ragazze quando ero giovanissimo e non credo sia un caso che la mia prima e ultima donna sia stata ed è mia moglie che però ho conosciuto che avevo ormai 25 anni. Non tolgo nulla alla passione che mi bruciava per salire montagne sempre più alte e difficili, però ti confesso che forse cercavo di calmare un po' i miei angosciosi desideri e aumentare la mia poca autostima. Quando dico che sono timido, tutti ridono e nessuno ci crede, ma io so che il merito di quello che sono adesso è merito in gran parte della persona che mi vive accanto, che ha saputo apprezzare e farmi capire le mie capacità..e i miei sogni. Comunque non rimpiango niente della mia giovinezza, le montagne mi hanno regalato gioie immense e amici straordinari, pareggiando le varie delusioni di un ragazzo impacciato e goffo in amore , inversamente proporzionale al suo andare con sicurezza in montagna.A proposito , se ci vado ancora è perchè quasi sempre ci sto attento, mai banalizzare la nobile arte di salire montagne.
Andare in montagna è bellissimo,ci si tolgono molte soddisfazioni ma è indubbio che anche sul facile c'è sempre un pochino di rischio che però noi ,a chi ci ama neghiamo sempre e spesso lo neghiamo persino a noi stessi...A volte arriviamo ,per giustificare la nostra passione ,a sublimare tragedie che si sarebbero potute evitare,considerando eroi persone che ,forse per troppa baldanza, hanno buttato la loro vita ....Partendo dal fatto che la persona che muore va sempre rispettata non bisogna esimersi dal dire ai nostri ragazzi ,che spesso hanno preso la passione da noi,che è vero che salire montagne è sublime ,però la vita ha un valore inestimabile e se io perdessi un figlio mentre sale una montagna non potrei mai perdonarmelo...E' giusto amare e sublimare le montagne e la natura però ricordiamo sempre,a noi e ai nostri figli che praticano sport rischiosi ,che a casa ci sono persone che ci amano e che pensano a noi,per cui la cima ,ogni cima ,se non si riesce a salire ,si può riprovare,mentre la vita ,una volta che ci è tolta non ci viene più restituita...e per me ,non c'è nessuna cosa al mondo per la quale ne valga la pena...

TU COSA NE PENSI??? HO RAGIONE O TORTO??? FAMMI SAPERE UN TUO PARERE...

EMILIANO

2 commenti:

  1. logico che quando scrivo sulla vita lo faccio in generale..Perchè poi bisogna ammetterlo può essere nobile morire per una giusta causa..Quello che mi interessa far capire,conoscendo molte madri che han perso i figli,che un dolore così lancinante ,per un genitore è un pò come finire la vita...
    EMILIANO

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  2. Sono pienamente daccordo sul fatto che la vita è irripetibile e che nessuna montagna o nessuna sfida può valere perderla...le montagne anche io l'ho sempre pensato sono sempre lì e sta nella maturità dell'alpinista capire che se un giorno è impossibile salire si potrà ritentare,ma mai rischiare oltre il limite del buon senso e della responsabilità....io ho sentito spesso l'aiuto di Dio in montagna mentre affrontavo passaggi o situazioni delicate ma non ho mai cercato volontariamente la sfida e il rischio oltre il ragionevole,e se un domani avrò dei figli uno dei primi insegnamenti che vorrò trasmetttergli è la saggezza e la forza nella rinuncia e la pazienza nell'aspettare il momento più giusto per ogni cima ed ogni cosa nella vita...vita, che deve essere messa come primo valore da conservare...Mauro

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa