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giovedì 26 dicembre 2013

FORTUNA CHE, ANCHE GRAZIE A FRIEDL, NON HO SMESSO...


Eravamo rimasti al fatto che nonostante piovesse, o meglio, piovigginasse, con Friedl si va a salire lo spigolo Comici, della torre piccola Falzarego, perchè, dice lui è asciutta..



Io non avevo molta voglia, visto la notte insonne, però , aspettavo per un anno quelle salite e allora si va..
I riti del legarsi, poi visto il mio disordine, sono sempre un pò impacciati, anche nelle migliori occasioni, è sempre difficile il primo passo per passare dal tranquillo orizzontale al mozzafiato verticale, e così i primi appigli e appoggi, umidi per la pioggerellina , mi fanno un pò faticare, però, col passare del tempo , la mia arrampicata diventa briosa e sciolta come sempre..( messaggio per gli amici che mi prendono in giro..Adesso sono invecchiato, ma in quegli anni era un piacere vedermi arrampicare..) I primi tiri di roccia corrono via piacevoli e sicuri, era come vivere in un  sogno, la roccia solo umida e due tre metri più in là, le gocce che cadevano fredde e copiose..con il vento , che , come a farci dispetto, ci spingeva il faccia, filamenti di nuvole che per un attimo toglievano la bellezza del gesto e man mano che salivamo ci facevano preoccupare...


in questa foto , messa volutamente in questo punto, ho il casco ..e poi capirai perchè..
Ad un certo punto , arriviamo verso la fine dello spigolo, nel punto dove è quasi impossibile il ritorno e ci accorgiamo con sgomento, che la pioggerellina e diventata un furioso temporale, con acqua a catinelle , tuoni e fulmini che sembravano voler squassare la montagna..Eravamo così presi dal piacere della salita che non ci eravamo accorti del peggioramento del tempo..Non so se qualcuno ha provato, ma arrampicare sotto la pioggia non è facile, se poi aggiungi il rumore assordante dei tuoi e i guizzi brillanti dei fulmini , hai un quadro completo della mia..e anche di Friedl credo , paura..e, il fatto di non poter scendere aggravava la situazione..FUGA VERSO LA VETTA, VERSO LA VITA...non perdiamo tempo e in questi ultimi tiri, stringiamo i denti e se è possibile le mani ancora di più sugli appigli, finchè non arriviamo all'ultimo tiro, col temporale che peggiorava e sembrava volerci buttare giù..


Ed è qua che succede il fatto che poteva cambiarmi la vita, assicurato parto e arrampico nel limite del possibile, ormai è questione di vita o di morte salire questo maledetto spigolo, ma un fulmine colpisce , proprio sopra di me , una ventina di metri , un masso che cade grosso e veloce sulla mia testa.se non avessi avuto il casco, penso che non avrei potuto scrivere queste parole....per un attimo lascio la roccia e mi trovo a dondolare nel vuoto, con la paura che non mi faceva neanche parlare, ero come intontito, ebete ed ebbro di paura, ma poi calmatomi un attimo e con l'aiuto della corda do Friedl, arrivo in cima...Una cima, di queste montagne rocciose e slanciate, col temporale è una delle cose più scomode e rischiose per cui, piccola doppia veloce e siamo sul sentiero di discesa..



Il sentiero è profondo trenta centimetri ed era pieno di acqua che correva limacciosa verso valle, per cui , anche solo camminare è un'impresa..ero tutto bagnato, inzuppato letteralmente dalla testa ai piedi e nello scendere, forse un pò meno spaventato dal rischio di prima, mi sarà ripetuto mille volte che basta, la montagna non faceva più per me..affanculo la roccia , il ghiaccio e tutto il resto, d'ora in avanti vacanze al mare, sparapanzato su un lettino ad ammirare culi e tette..basta montagne e pareti rocciose..
Rientrato al rifugio , senza dire una parola, neanche davanti ad un bellissimo arcobaleno, sono rimasto sconsolato e bagnato fino al midollo, da solo in soffitta e chissenefrega dei ragni..


Alla sera , a cena, nessuno ha fatto parola dell'esperienza , ma notavo che Friedl aveva capito la mia paura, per cui, preso un buon bicchiere di vino e portandomi un pò distante , mi dice che domani saremmo andati ad arrampicare solo io e lui..come oggi del resto ho risposto io..comunque vabbè..proviamoci..
Il giorno dopo non ti dico, col sole anche la roccia sembrava più buona e così. visto che arrampicavo davvero comer un ragno, Friedl , mi ha portato a salire due vie difficili ed esposte , che però non mi hanno creato problemi..
LA VIA DIMAI  ALLA TORRE GRANDE DELLE 5 TORRI..


la via è la piccola fessura centrale..
Visto che questa via l'abbiamo letteralmente divorata, mi ha portato sulla TORRE TREPHOR.. e su questa torre permettimi una puntualizazzione...E' una torre che non esiste più, è crollata, era proprio una lama alzata verso il cielo, per cui, il ricordo è più piacevole , anche se intriso di malinconia...



Con Friedl , ci siamo poi visti l'anno dopo in Tofan, ma ho un ottimo e riconoscente ricordo di lui, per come mi ha portato in salvo nel mezzo del furioso temporale e per come è riuscito a farmi ritornare e per ora , per molti anni, la voglia di salire e accarezzare la roccia , per provare poi , sulla cima , anche insieme al suo struggente ricordo, la soddisfazione di aver vinto su me stesso e aver realizzato un'altro bel sogno..


EMILIANO...

1 commento:

  1. vabbè che anche l'occhio vuole la sua parte,però niente culi e tette per te..che se ti becca
    tua moglie,ti fa gli occhi come un panda!!! tanti saluti.
    skywalker

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