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martedì 11 ottobre 2016

RIFLESSIONI SU UNA GRANDE ASCENSIONE, L'EVEREST PER LA CRESTA OVEST..

 Chi mi conosce sa che , oltre a scrivere, io amo molto anche leggere, toglietemi tutto ma non i libri. Mi piace tutto ma in particolare divoro quelli di montagna ed ho appena finito un libro che parla di una eroica impresa realizzata nel 1963, ( il mio anno di nascita ) dagli Americani, la salita all' Everest per la cresta ovest, 10 anni dopo la prima salita degli Inglesi dal colle sud di Hillary e Tensing.
A me piace la storia dell'alpinismo e se posso fare un  rilievo ai giovani, che vanno fortissimo però in montagna, è quello che molti di loro ignorano le imprese di chi è passato prima di loro e secondo me, in questo modo perdono molto del gusto di questa bellissima arte che è salire montagne. 
Comunque questa grande impresa è stata realizzata da Thomas Hornbein e Willi Unsoeld , che poi arrivati in vetta sono scesi per la via del colle sud ( quella considerata la normale ) avendo la fortuna di incontrare due loro compagni attardatisi in discesa, altrimenti sarebbe stata dura scendere dall'Hillary steep al buio e senza conoscere la via.  Credo sia la prima volta che un 8000 e il più alto, venisse salito da una via e sceso dall'altra. Nel 1970 al Nanga Parbat , Messner , per motivi gravi , col fratello Gunther che stava male, salirà il versante Rupal, la parete più alta del mondo e scenderà per il versante Diamir realizzando un miracolo e un'impresa colossale, che purtroppo però non salverà la vita del fratello, portato via da una slavina.  Comunque , torniamo all' Everest.
L'amico Giampaolo, quando si va in montagna, continua a ripetere come un MANTRA la frase del film Everst sulla tragedia del 96..Un passo alla volta si arriva in cima..
Frase bella e vera, però la trentesima volta che la senti ti verrebbe voglia il passo di farlo su una sua parte poco nobile..e allora vi propongo io una bellissima frase del primo salitore della cresta ovest..a me è piaciuta tantissimo e te la condivido, leggila e poi dimmi cosa ne pensi..

L’esistenza su una montagna, è semplice. Raramente nella vita,le cose sono più semplici: sopravvivere e lottare per arrivare su una cima. L’obiettivo è là, solido, tridimensionale, lo si può vedere, toccare, calpestare; il modo di raggiungerlo è ben definito, l’energia di tutti è diretta al risultato. In questa  semplicità che elimina la parte superficiale di civiltà, è più facile trovare ciò che ha davvero significato, il piacere di un’amicizia profonda, i momenti di irresistibile comicità, il sentire il sapore delle difficoltà, del dolore, della bellezza, della gioia.

T.F. HORBEIN
Emiliano..

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa