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mercoledì 3 novembre 2010

SALITA AL CARE' ALTO

per essere agosto e a questa quota ,fa già abbastanza freddino..
Sono a piedi nudi e alle quattro del mattino è una goduria camminare sui sassi intorno al rifugio per cercare una sorgente dove lavarmi la faccia e svegliarmi completamente..
Dal terrazzo del rifugio ,lo spettacolo è ,per me unico,perchè sotto di noi è tutto un ribollire di nuvole e non nego che verrebbe la voglia di camminarci sopra per salire le montagne circostanti..
Sopra di me invece il cielo è sereno come non mai,con le stelle giganteschi fanali coronare la luna che illumina con la sua pallida luce ,la vetta che tra poco cercherò di salire...
Saranno sensazioni e ricordi banali ,ma è in quei momenti che mi sento vivo come non mai e ancora oggi ,quando mi fermo a ricordare quella salita al Carè Alto,mi sembra di sentire ancora il godimento del freddo sotto i miei piedi nudi..Il resto della salita è stata un'esaltante e faticosa camminata,prima su ghiacciaio ,poi su rocce rotte,su pendii non molto ripidi se non l'ultimo sotto la cima che mi ha dato le solite e indimenticabili sensazioni che chi fa montagna ben conosce...
Ogni salita è una storia particolare ,ma poi siamo noi che nel nostro cuore ricordiamo gli attimi più coinvolgenti ed emozionanti..e questi momenti sono,per me ,quelli che formano e determinano il mio andare in montagna,..camminare e guardare però specialmente vedere col cuore le cose che la natura ci dona ogni giorno...
Emiliano

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa