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mercoledì 24 novembre 2010

E ANCORA 10 ANNI DOPO ,IN MONTAGNA ANCHE LA FAMIGLIA

SPESSO IL DESTINO CI RISERVA CONCLUSIONI INASPETTATE…
Sono passati ancora dieci anni e le mie aspettative di vita sono cambiate. Io sono uguale a prima ma la mia scala dei valori è cambiata. Nel passato, ormai psicologicamente remoto, ciò che contava veramente non erano le ragazze, con tutto quello che implicava la loro compagnia … discoteca, feste, corteggiamenti vari, notti perse a sospirare amori finiti o più spesso mai cominciati… ma le montagne con le loro pareti più o meno ripide, con le loro vie di salita qualche volta facili (ma mai banali, almeno per me che stando sempre attento non ho quasi mai avuto incidenti ) ma anche impegnative e in ogni caso sempre belle e di sicura soddisfazione.
Tutto filava liscio come una corda nel rinvio, finché un giorno non mi capita l’incontro fatale con la persona che, col senno di poi, ha saputo riempire il vuoto che tanto arrampicare non aveva colmato.
Conoscere questa ragazza, frequentarla e poi sposarla è stata una scelta logica e felice, nonostante nei primi anni di matrimonio le montagne le guardassi solo in fotografia.
Guardando queste foto sognavo, poco convinto, nuove avventure con improbabili compagni che ormai avevano preso altre strade ed ero consapevole che erano soltanto sogni per tacitare quella parte di coscienza che, caparbiamente, nei rari istanti che la interrogavo, mi ricordava tutte le mie salite e tutti i miei bellicosi propositi giovanili.
Anche la notizia della morte del mio amico della Tofana non mi è stata di molto aiuto…
E’ per questo che trovo strano il momento che sto vivendo, su questo ghiaione che dalla forcella Pordoi sale sulla vetta del Piz Boè, la cima più alta (3152m ) del bellissimo gruppo del Sella.
Tanto per cambiare sono ancora in Dolomiti, ma queste montagne hanno su di me e su molti un fascino irresistibile.
Con me ci sono, per questo è strano il destino, mia moglie e la mia impresa più bella, mio figlio che ha cinque anni…(la mia impresa più bella per ora perché dopo qualche anno arriverà una splendida bambina..).
Il mio erede ha già il piglio del montanaro autentico ed è più fortunato di me semplicemente perché, se io ho iniziato a undici anni,lui ha su di me un notevole vantaggio…se poi penso che l’anno dopo la Val
d’ Aosta e i famosi alpeggi di Cheneil, ho salito il Piz Boè come mia prima cima, il quadro è completo.
Convincere mia moglie a venire in montagna dopo molti anni di solo mare, è stata dura quanto una salita ma come per il raggiungimento di una vetta, la soddisfazione è grande anche il risultato finale di queste fatiche non è male,visto che,da quella volta, siamo sempre andati in montagna.
La salita di questo bel balcone panoramico su tantissime cime dolomitiche è per i neofiti faticosa ma per niente difficile e un po’ in groppa e un po’ tirati su a forza e fatica, siamo arrivati, tutti e tre sul punto più alto.
La nostra fortuna, secondo me, è il cielo totalmente sgombro dalle nuvole e la vista stupenda e impareggiabile su molte di quelle che sono per me le montagne più belle del mondo.
Inoltre l’alpinismo moderno tende qualche volta ad ignorare la cima ma secondo me, senza quegli attimi di frenesia e godimento dati dal risultato ottenuto, non ci sarebbe gusto…
In discesa sembriamo dei sopravvissuti da una spedizione all’Everest ma, sotto le lamentele di rito per la stanchezza immane, per le gambe doloranti e le solite lamentele degli inesperti, sentivo palpabile la soddisfazione di aver fatto qualcosa di bello e di importante, almeno per noi.
Per le lamentele poi, mio figlio morente di fatica sotto la cima, subito
dopo al parco di Canazei si è sfogato e sembrava fresco come una rosa.
Per me una delle gioie più grandi ed esclusive è condividere la tua passione con chi ti sta vicino, per vedere nei suoi occhi la gioia e la gratitudine nei tuoi confronti per avergli svelato forse una parte di te che non aveva mai visto e tantomeno immaginato.
Anche con molte altre persone, come spiegherò in seguito, mi capiterà questa emozione ma vissuta con chi quotidianamente ti sta vicino è certamente indimenticabile.
Comunque il destino ha deciso che da oggi la montagna ha due appassionati in più, semplici escursionisti per ora, ma sempre amanti del bello…








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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa