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mercoledì 19 settembre 2012

A BRUNO.. il nonno della montagna per mia figlia Marta...

ti avevo notato  in questi anni,non solo per la tua cordialità ,tipica dei romagnoli, per la tua simpatia, ma anche e specialmente per il  tuo modo diverso , ma per me molto conosciuto e comune , di guardare le montagne che fanno corona a queste valli deliziose che ci aiutano a vivere meglio..
Qualche battuta , qualche scambio pareri e sensazioni e lei , la montagna nella sua forma più bella e vera , sempre al centro delle nostre parole..
Ti ricordi quante volte dicevamo tra noi, che la fatica , specialmente quella in montagna ,
 fortifica il corpo e prepara , con le sue rinunce  con le sue piccole vittorie ,la mente e tutto il nostro essere , alla vita quella vera..
Poi quest'anno, Marta che prima era piccola e timida, ti si è affezionata  e ha cominciato a parlare con te e a venire , con la mamma a camminare  per i tranquilli sentieri del fondovalle..
Quanta saggezza, quanta conoscenza nelle tue parole, mentre descrivevi posti che conosci da quarant'anni e forse la nostalgia delle vette , un pò ti è passata nel trasmettere ad altri ,ancora  a digiuno di certe nozioni, il tuo sapere e tutto il tuo amore per questi mondi un pò fatati..
Bruno , io , forse troppo preso dal mio correre in cima a più montagne possibili, ho tralasciato di insegnare a mia figlia che il bello delle montagne , parte dal timido sbocciare di bellissimi fiori e dal gorgogliare argentino del torrente a fondo valle, per arrivare , con età ed esperienza , alle creste , gli spigoli , le pareti baciate dal sole di questi colossi rocciosi che noi amiamo tanto...
Io non so e non credo di poterti insegnare qualcosa, ma di quello che mi dici  farò tesoro di molte cose , specialmente del fatto che la montagna non deve essere bella da scalare, anche se umilmente , ma deve essere  stupenda da amare , per lasciare nel cuore , in fondo al nostro piccolo cuore , tutto il bene che ci fa provare per poi portarlo agli altri ..ed è quello l'insegnamento che più mi ricordo..la montagna maestra di vita che non divide i popoli o le persone per età razza colore , ma che li unisce nell'amore per la natura che  rende migliore la vita di tutti noi...



EMILIANO, PAOLA, SEBASTIANO, MARTA...

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa