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sabato 17 maggio 2014

UNA SALITA GIOVANILE..IL CARE' ALTO..GRUPPO ADAMELLO PRESANELLA..



per essere agosto esattamente la mattina di ferragosto, e per essere a questa ,a voler guardare modesta  quota  , i 2459 metri del rifugio Carè alto,fa già abbastanza freddino..ma  tutte le mattine in qualsiasi risveglio al rifugio , il primo impatto è freddino, forse perchè io non riesco mai a dormire o perlomeno a riposare, per cui ogni risveglio dai sonnellini stentati è sempre un pò traumatico..
Sono a piedi nudi e alle quattro del mattino è una goduria camminare sui sassi intorno al rifugio per cercare una sorgente dove lavarmi la faccia e svegliarmi completamente..A me in genere piace molto camminare a piedi nudi, ( con gran gioia di mia moglie sic.. ) ma qui è una sensazione pazzesca perchè i sassi sono veramente gelidi..
Dal terrazzo del rifugio ,lo spettacolo è ,per me unico,perchè sotto di noi è tutto un ribollire di nuvole e non nego che verrebbe la voglia di camminarci sopra per salire le montagne circostanti..Non sarebbe male porre i piedi in questi mari di immaginario cotone e spostarsi sulle ali della fantasia da una cima all'altra..ma allora, senza gravità che senso avrebbe il nostro salire?? il nostro arrampicare senza la paura di cadere??


Sopra di me invece il cielo è sereno come non mai,con le stelle giganteschi fanali  a fare da corona alla luna che illumina con la sua pallida luce ,la vetta che tra poco cercheremo di salire.. di salire...La cima in questione è il CARE' ALTO di metri 3462, una cima sognata  da quando un mio fratello, viene in val Rendena a fare le vacanze estive..
Saranno sensazioni e ricordi banali ,ma è in quei momenti che mi sento vivo come non mai e ancora oggi ,quando mi fermo a ricordare quella salita ,mi sembra di sentire ancora il godimento del freddo sotto i miei piedi nudi.. mi sembra di ascoltare ancora il rumore del vento tra le rocce  sotto il masso dove ero sdraiato al pomeriggio dell'arrivo al rifugio, quando riposando le mie stanche membra per il lungo ma bellissimo cammino al rifugio , ammiravo le vallate e i pinnacoli circostanti, in un continuo sognare e sospirare nuove avventure e sogni..


Comunque al mattino , dopo un'ottima cena servita da una bellissima donna mora ..io allora notavo molto certi particolari delle donne, nonostante Flavio il mio amico e compagno mi sgridasse, forse però  i miei esuberanti vent'anni imponevano anche agli occhi , il guardare altre cime, altri panorami mozzafiato che non fossero solo montagne..sto perdendo il filo. a si..si parte alle 5 del mattino e la nostra meta è la cima , ma non per la normale , quasi tutta su neve, ma per la cresta ovest, una bellissima e molto varia ascensione..
Al mattino sulle morene intorno al rifugio saltiamo il torrente che ancora ghiacciato è molto piccolo..sarà al ritorno che ci farà sudare ma ti racconterò in seguito  e seguendo antichi sentieri di guerra arriviamo su una gobba del ghiacciaio che ci fa sudare e provare veramente i brividi..immagina di essere su una salita lieve sul ghiaccio, mentre a cadenza quasi regolare senti i tonfi del ghiaccio che  chissà dove , sotto di te , precipita in oscuri abissi , spesso io e Flavio ci guardavamo e ci si stringeva il culo dalla paura, se se solo avessimo aggirato l'ostacolo invece di salirlo direttamente..vabbè, comunque finalmente si arriva alle rocce e una brave e facile paretina  di circa 50 metri ci porta su una cresta di sfasciumi


 e dopo questa , anche se abbastanza lunga ed esposta, verso un'altra cresta con cornici nevose che però non sono che l'anticamera della cima..




Felicissimi, foto di rito



 e discesa per la normale con una vertiginosa scivolata controllata sui pendii della nord  per riprendere la via normale al ghiacciaio..Alla fine , stremati dalla fatica , finite le ultime nevi del versante freddo , per sentiero arriviamo sotto al rifugio con un ultimo sforzo da fare , un pendio da salire camminando per un centinaio di metri..però bloccato dal torrente che adesso , visto lo scioglimento della neve, si è ingrossato notevolmente..Scendere troppo a valle, vista la stanchezza non è la nostra scelta , per cui saltiamo..io non sono molto alto e atterro quasi fuori ma ancora in tempo per un bel pediluvio e una storta dolorosissima, anche perchè  per scendere alla macchina  ci  vorranno ancora un paio di ore e domani si lavora..Comunque soffrendo..Flavio ha tirato giù tutti i santi del paradiso, ma stringendo i denti arriviamo al parcheggio e con mia grande sorpresa , togliendo gli scarponi trovo una gogna alla caviglia grossa quasi come un melone..fortuna che non li ho tolti al rifugio altrimenti non sarei potuto scendere..


Capita , l'importante è che sia andato tutto bene e che un sogno sia diventato un piacevole ricordo..A proposito di ricordo, il giorno dopo , al mattino zoppicando ho lavorato e al pomeriggio ero libero e sono andato in piscina..sempre nonostante la caviglia dolorante..io ho la testa dura, vado dal medico quando non ce la faccio più..ebbene mentre cammino zoppicando sul bordo della vasca, una ragazza, una cara amica , vuole trascinarmi in acqua e mi prende il piede ferito..non ho ancora capito il perchè, ma ho sentito come uno strappo e la caviglia mi si è messa a posto da sola..che culo..purtroppo la ragazza in questione non ho potuto ringraziarla come avrei voluto e desiderato, però mi ha rimesso in sesto con le sue dolci e incantevoli manine.. e credo anche di essere stato fortunato..
Ogni salita è una storia particolare ,ma poi siamo noi che nel nostro cuore ricordiamo gli attimi più coinvolgenti ed emozionanti..e questi momenti sono,per me ,quelli che formano e determinano il mio andare in montagna,..camminare e guardare però specialmente vedere col cuore le cose che la natura ci dona ogni giorno...


Emiliano


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