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mercoledì 15 dicembre 2010

I “PRIGIONIERI DEI SOGNI” ALLA CONQUISTA DELLE TORRI DEL VAJOLET
Domenica 6 Luglio il gruppo “Prigionieri dei Sogni”, con alcuni amici (15 persone in tutto)
ha realizzato un sogno che da tempo frullava nei loro pensieri: raggiungere le mitiche
TORRI DEL VAJOLET e il Rifugio SANTNER (Dolomiti – gruppo del Catinaccio) attraverso la
Gola di Garti.
Partenza al canto del gallo (ore 5.00) verso la Val di Fassa, arrivo 8.30 a Pera di Fassa
presso il parcheggio da cui partono le navette, che in 15 minuti ci portano al Rifugio
GARDECCIA (1949m).
Da qui, zaino in spalla e tanta voglia di camminare, partiamo per la nostra escursione…
Dopo circa 40 minuti (mentre il cartello prevede l’arrivo in un’ora …), percorrendo una
strada sterrata con una “tosta” salita, raggiungiamo i rifugi PREUSS e VAJOLET (2243m).
Prima sosta per “tirare il fiato”, guardare il cielo che non promette bene, ma ci rassicurano
che vale la pena tentare. Rafforziamo le nostre energie con qualche barretta di cioccolato
e tutti in fila riprendiamo.
Dal rifugio Vajolet il sentiero si inerpica tra piccole roccette e i passaggi più impegnativi
sono attrezzati con una corda di ferro (i “Prigionieri dei Sogni” si sono trasformati in
abilissimi scalatori …). Logicamente i più allenati sono partiti come “saette”, infatti il nostro
fotografo (Roby) era pronto, con la videocamera, ad immortalare i più lenti nell’ultimo
tratto (tutto in salita), prima di tagliare il traguardo.
Dopo tanta fatica la salita viene ampiamente ripagata con un panorama mozzafiato: il
Rifugio RE ALBERTO I (2620m) con un piccolo laghetto e le TORRI DEL VAJOLET, che si
possono toccare con un dito, e che dominano la conca del Garti circondata dalla croda di
Re Laurino e dalla parete nord del Catinaccio (qualcuno l’ha definito “PARADISO”!!!).
Siamo talmente soddisfatti che non sentiamo la fatica e qualcuno azzarda pure una corsa
(non ci crederete, ma è stato il vecchietto del gruppo – Nino – ad intraprendere una
corsetta … aveva ancora energie !!!), e decidiamo di proseguire per l’ultimo Rifugio, il
SANTNER (2741m). Foto di rito vicino alla croce e torniamo, con le facce stravolte ma
soddisfatti, al rifugio Re Alberto I per il pranzo: un gruppo all’interno, al caldo della
“STUBE”, altri fuori (temperatura 8°) con gli occhi rivolti verso le pareti delle Torri per
seguire una cordata di scalatori che stanno raggiungendo la cima.
Entriamo per un caldo caffè e la GUIDA (EMILIANO) scrive una frase sul quaderno dei
ricordi: “SOLO CHI HA SAPUTO METTERSI IN GIOCO E SALIRE FINO A QUESTO
PARADISO, PUÒ CAPIRE CHE LA VITA È UN CONTINUO STUPIRSI DELLA BELLEZZA DEL
CREATO” …cosa aggiungere ??? Queste poche righe esprimono l’esperienza che i
“Prigionieri dei Sogni” hanno vissuto durante questa magnifica giornata!!!
È l’ora del ritorno; ci sorprende anche qualche chicco di grandine, ma non ci scoraggiamo
e iniziamo la discesa. CALA IL SILENZIO, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi,
si sente solo lo scricchiolio dei sassi sotto i nostri scarponi …
Dopo circa un’ora di discesa, eccoci ritornati al Rifugio Vajolet … qualcuno decide di
sostare per fare riposare le gambe; qualcun altro ha ancora la forza per bere un bel
boccale di birra !!!
Sosta terminata e tutti pronti per affrontare l’ultima discesa… Il tempo è sempre stato
(fortunatamente) dalla nostra parte, ma a 10 minuti dal Rifugio Gardeccia (dove ci
aspettava la navetta per il ritorno) ha deciso di farci uno scherzo, obbligandoci ad aprire
gli ombrelli…
E per finire in bellezza la giornata, mentre siamo tutti in macchina per il ritorno a casa, ci
sorprende un violentissimo temporale …
MA IL NOSTRO SOGNO ORAMAI SI È REALIZZATO !!!
CHIARA

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa