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giovedì 31 gennaio 2013

STORIE DI IERI..la mia resistenza...figlio di una guerra minore


Ma più di tutto com'è bello il mio paese del quale intravedo il campanile dopo Terranova,dalla canna della bici del marito della Mangiapolenta.

Da noi c'è l'usanza, dalla notte dei tempi, di chiamare le persone col soprannome..adesso è un pò cambiato ,però per i vecchi è ancora così...Prova a immaginare la confusione quando sui manifesti funebri c'è solo nome e cognome...

 Questa vista mi commosse,era il 1 Luglio del '45 e mancavo da casa dal 20 gennaio del '42,quindi da più di tre anni e mezzo e ho fatto esperienze orribili.



Anche io, quando sto un pò via dal mio paese e vi ritorno, scorgo da lontano i quattro campanili che COME MANI ALZATE VERSO IL CIELO INDICANO L'INFINITO..come ebbi a scrivere in una mia emozione, mi si apre il cuore..perchè il posto dove sono nato, è per me unico e insostituibile...

Arrivato a Castiglione il compaesano che così gentilmente mi ha portato,mi lascia in Via della Vittoria(dove oggi ci sono i Carabinieri),perché voglio fare una sorpresa alla mia mamma.

Quante volte ho immaginato questa scena, mio padre e mia nonna che piangono nelle braccia uno dell'altro..è stato un pò come far rinascere un figlio che non c'era più..e sicuramente l'emozione era intensa e toccante..

Nonostante dall'8 Settembre del '43 fossi dato per disperso,lei non ha mai perso la speranza di un mio ritorno e infatti,avvisata a mia insaputa del mio arrivo da chi aveva aiutato,mi corre incontro con le lacrime agli occhi e mi abbraccia fino quasi a soffocarmi.

Ormai tutti questi non sono che dei ricordi,ma un giorno venni inviato al Consolato iugoslavo dove mi assegnarono una medaglia al valore con questa motivazione:





"Per la Sua partecipazione alla guerra di liberazione popolare dei popoli della Iugoslavia e per il Suo contributo alla vittoria comune sul fascismo e alla fratellanza e amicizia tra i popoli,conferisce al compagno di lotta la medaglia solenne in segno di riconoscimento e di gratitudine.
Belgrado,3 marzo 1981
Il Presidente



Nonostante tutto,i miei figli,nipoti,tutti i giovani non dovranno mai dimenticare che se oggi siamo liberi è grazie a tanti ragazzi come loro,chi più chi meno,hanno lottato e sofferto per dare a tutti un mondo migliore.

Il mio anziano papà, ha, come tutti del resto, molti difetti, ma ci ha sempre lasciati liberi di scegliere le nostre idee politiche ..infatti ognuno la pensa diversamente  dagli altri e a volte, quando ci si trova tutti, se si va sulla politica o sul calcio, è un cinema..proprio perchè non ci ha mai obbligati o condizionati a pensarla come lui e questo è un segno per  me di  democrazia e di onesta  semplice ma intellettuale..( lui non ha studiato ) e di questa libertà, come figlio gli dico grazie e volentieri la passo ai miei di figli perchè la sappiano  valorizzare come valore e principio per un  futuro migliore...

( Emiliano  8 continua )

2 commenti:

  1. una bella storia ed una grande fortuna che tuo padre sia ancora in vita per potertela raccontare.
    Elia

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa