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sabato 25 settembre 2010

A CHIARA E A QUELLI CHE CREDONO IN QUELLO CHE FANNO

la maggior parte delle persone,probabilmente non attenta,giudica il lavoro nella scuola ,un impegno da poco ,se non per qualcuno,un dispendio inutile di soldi pubblici..Dicono che una volta si sapevano più cose e c'erano meno maestri o insegnanti..A parte il fatto che, i ragazzi di molti anni fa fossero così ,è tutto da dimostrare,io ad esempio che non mi ritengo ignorante,sentendomi nella norma,trovo che gli studenti di oggi,siano più avanti di noi,forse non sapranno applicare quello che studiano ma la mole di cose che sanno ,confronto a noi ,non ha paragoni..
Comunque tornando ai docenti,è vero che qualcuno fa il furbo ,ma questo succede in ogni campo e a fronte di pochi che aprofittano della situazione,la stragrande maggioranza ci mette il muso e si dà da fare con impegno e dedizione..
Che ne sa la gente degli anni di duro studio per poter insegnare,quando i tuoi amici escono per divertirti e tu devi passare ore e ore sui libri per strappare un buon voto che magari ti potrà aiutare a trovare lavoro..(pia illusione )
Che ne sanno le persone del mal di pancia che viene ad ogni agosto,per anni e anni,perchè spesso il posto è una chimera..
Cosa sa ,la persona normale,dell'affetto che vi lega ai ragazzi,e che poi ,quasi sempre ,ogni anno si deve interrompere.. Gli alunni non sono dei numeri e senza esagerare il loro disimpegno è spesso fonte di dispiacere anche per voi perchè è uno spreco l'intelligenza non sfruttata..
E poi ,molti,la maggioranza,pensano che per voi la scuola finisca col suono della campanella,ma quanti sanno cosa voglia dire preparare CON AMORE una lezione,per far vedere ai ragazzi che il sapere è sempre una ricchezza...Molti vi accusano di essere una voce di spesa senza fondo,ma i nostri figli,nonostante tutto,sono seguiti con passione e professionalità ,grazie a voi che tirate avanti anche a costo di sacrifici inimmaginabili per i più...Sarà poca cosa ma il mio grazie va a voi che combattete una guerra già persa...perchè uno stato che taglia sulla scuola,è un paese che si preclude una buona fetta di futuro..e questo,solo grazie a voi e al vostro crederci prima o poi si riuscirà a vincere..

EMILIANO

2 commenti:

  1. Potrei dire che sei entrato nella mia mente e hai scritto i miei pensieri !!!! non posso che condividere tutto quanto hai scritto....dopo tanti sacrifici e anche molte soddisfazioni, è comunque sempre difficile far capire agli altri quanto una persona metta passione nel suo lavoro, perchè ci crede e perchè mette sempre al primo posto il bene e la crescita dei suoi alunni...
    Grazie per le bellissime parole !!!!

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  2. Quoto riquoto e straquoto !!!
    Ma scherzi Emiliano !!! Mia moglie fa la tata, mio padre ha fatto il maestro elementare e per un periodo ho insegnato pure io (anche se a persone adulte !!! ufficiali e sottufficiali dell'esercito e dei carabinieri !!!), penso che il mestiere di insegnante (a tutti i livelli dalla tata del nido al professore universitario) sia il piu' bello ma anche uno dei piu' difficili del mondo, devi sempre relazionarti con altri esseri umani e capire come far breccia nella loro curiosità per dargli qualcosa che tu sai ed è una gioia infinita quando un bambino impara a dire le sue prime parole come quando a 6 anni imparano a scrivere oppure a 13 a fare dei propri elaborati per finire a 25 che sono in grado di poter esprimere tutto quello che sanno attraverso una tesi .... non penso proprio che insegnare sia una cosa inutile anzi direi l'opposto ognuno di noi dovrebbe poter e saper insegnare qualcosa agli altri ed è proprio questo che ci ha fatto fare il salto dagli altri animali !!!!

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa