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sabato 18 agosto 2012

CURIOSITA' 10 ANNI DOPO...dopo le prime escursioni mi sono tolto molte soddisfazioni


E’ più di mezz’ora che aspetto assicurato in questa fessura che accoglie a malapena un piede e una mano col resto del corpo nel vuoto. Il barcaiolo sul robusto chiodo tiene, per cui non sono preoccupato e controllo attentamente il nodo di sicura del mio compagno che, sopra di me di circa venti metri, prova diversi passaggi per evitare i gialli e molto repulsivi, tanto sono ripidi, strapiombi.
Siamo sulla sud della Tofana di Rozes, una parete storica e affascinante che attira lo sguardo di chi sale da Cortina verso il passo Falzarego o di chi, dalle Cinque Torri la può ammirare in tutta la sua maestosa e selvaggia bellezza.




Ci sono pareti molto più famose in Dolomiti, la nord del Civetta, gelida, alta e immensamente strapiombante; la sud della Marmolada che, forse perché illuminata spesso dal sole, ti chiama invitante ma ti dà del filo da torcere quando ci metti mano, con le sue placche lisce, i suoi oscuri colatoi e le sue poderose canne d’organo.
Per non parlare poi della fantastica trinità, le nord di Lavaredo, della nord della Forchetta, sinuosa e ammaliatrice e della est del Catinaccio che sembra una conchiglia rovesciata … insomma, quanti sogni e quante speranze.
Anche la sud della Tofana è famosa per qualche via che ,definire da pazzi è un eufemismo ma noi l’abbiamo scelta soprattutto perché è la parete che vediamo ogni mattina appena alzati.
Io non sono un rocciatore da vie estreme come la Costantini-Apollonio col suo famosissimo e adrenalinico passaggio chiave, però questo terzo spigolo, una via se non sbaglio di Alverà, non è male e stranamente poco ripetuta.
Adesso finalmente il mio compagno ha trovato la fessura giusta e si prosegue in arrampicata abbastanza facile e divertente.
La bravura di molti alpinisti del passato era trovare su una parete difficile una via di salita logica e con difficoltà commisurate ai tempi e su questa parete, per me l’apritore è stato molto bravo anche perché non tutti i passaggi sono di facile lettura anzi, per stare nel facile spesso bisogna fare lunghi giri.
Poi, specialmente in Dolomiti, l’arrampicata ha preso strade diverse: qualcuno ha aperto vie sempre più difficili ma col rispetto di un certo stile pulito e con una certa etica; invece qualcuno, a quei tempi forse la maggioranza, ha forzato le cose aprendo con tantissimi e vicinissimi chiodi vie che di logico non avevano niente, tanto che allora si usava dire che si poteva salire dappertutto.
Comunque oggi i nuovi arrampicatori sorridono di queste cose e salgono in modo leggero e pulito dove i loro padri mettevano un chiodo dopo l’altro.


Ma queste sono divagazioni di un malato di montagna che, non contento di salire su montagne una più bella dell’altra, divora anche i libri che parlano di questa esaltante passione…….
Il passaggio che più mi è rimasto nitido e indimenticabile è quello sopra la grotta, che si usa anche come bivacco in piena parete, un traverso di un tiro di corda non difficile ma alquanto esposto (esposto in questo caso è un eufemismo perché sotto di me, tra i piedi, vedo chiaramente i ghiaioni della base che saranno circa 700 metri più sotto )….
Ma un altro ricordo nitido e commovente è pensare che il mio amico da quella volta non lo vedrò mai più perché due o tre anni più tardi, su una delle cime più alte della Terra, un fulmine porrà fine alla sua vita.
Non dimenticherò mai la tua faccia mentre mi recuperavi alla fine dell’ultimo tiro difficile o i tuoi simpatici scherzi quando non c’era pericolo.
Come per le colline di Cheneil, sotto al Cervino (certamente poi ho fatto salite più belle e magari più difficili), ma sarà per l’esposizione,sarà per il ricordo del mio amico oppure sarà perché la Tofana è stata uno dei primi sogni realizzati, a livello emotivo, non ho più provato quelle sensazioni …. è vero che ne ho provate molte altre, ma mai in modo così specifico e appagante.
Una sensazione che mi ricordo e che forse era sbagliata, era quella di poter disporre di tutto e di tutti, perlomeno in montagna, e di non rendere conto a nessuno delle mie scelte.
Per me in quel periodo, forse per molte delusioni … le ragazze erano un capitolo chiuso almeno a livello serio, e su una mia eventuale vita a due futura pesavano, perché troppo preso dalle scalate …. seri se non serissimi dubbi.




EMILIANO


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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa