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mercoledì 17 ottobre 2012

VIVERE LA VITA E LA MONTAGNA...




nelle cose,buone ,se posso usare questo termine,che ho fatto nella mia vita,oltre ad amare ,anche se in modo banale ,la mia famiglia ,mi sono tolto molte soddisfazioni salendo montagne..
Banale non nel senso povero , ma nel senso che ho cercato di vivere l'amore , in ogni sua forma e sfumatura , normalmente in ogni momento..come si dice in salute e malattia, nella buona e cattiva sorte, e devo dire che il poco amore che ho saputo dare , mi è ritornato con gli interessi...
Se penso ,però al mio alpinismo giovanile,mi viene in mente l'immagine di uno schiavo incatenato alla galea a remare duramente tutto il giorno,per lui l'orizzonte si ferma all'azzurro del cielo ,distinto dalla linea dell'orizzonte ,dal blu cobalto del mare..e ormai non ha più speranza se non una bella e potente tempesta liberatrice..
La sua vita è tutta qui
 ,solo faticare  e le uniche novità sono le tempeste che spesso sballottano la barca..ma senza grossi pericoli..
Certo ,il mare e la morte,  fanno paura così minacciose e si potrebbe morire annegati malamente,  ,ma cosa conta se non il vivere almeno ancora una volta,  per  alcuni attimi la gioia e il rischio dell'avventura..che regala un senso nuovo e vero alla vita..
Il mio andare in montagna come un matto , senza pensare alle conseguenze era così e mi dava soddisfazione


Poi si diventa responsabili o perlomeno io lo credo e se salire montagne era come fare all'amore in maniera impetuosa e quasi selvaggia,in ogni momento e in tutti i modi ,poi diventa come passeggiare tranquillamente in un bosco,facendo attenzione a cose che prima non si notavano..l'odore del legno appena tagliato,il rumore del bosco che vive,il cielo che dalle fronde dei rami si vede a spicchi e assume sfumature sempre diverse...
Allora l'amore diventa un vivere ,nello scambio di piacere,la gioia dell'altro e capire che come in montagna ognuno ha i suoi tempi ed ha diritto ad assaporare la vita in ogni sua forma,non escludendo ,credendosi sempre e solo noi nel giusto le emozioni che anche gli altri possono avere..e allora la montagna potrà chiamarsi maestra di vita ed essere presa ad esempio per le coscienze stanche che ci sono attorno.

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EMILIANO

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa