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sabato 14 agosto 2010

ALESSANDRA

quando ti vedo,quasi volare,sui sentieri delle tue montagne,non potrei immaginare ,vedendoti divorare distanze notevoli,il tuo cruccio più grande....non deve essere bello a giorni alterni dipendere da una macchina ,che si ti purifica ,ma ti rende anche la vita un pò meno vivibile..
Ma forse il tuo vagare per erte parete e scoscesi sentieri non è che un compensare la libertà limitata dalla malattia..
Eppure spesso il tuo lavoro ti porta a toccare con mano,quasi giornalmente il dolore degli altri e magari a cercare di lenirlo nell'ambito delle tue possibilità..
Io poteri dirti che ti sono vicino ed è vero ma quando sei sul lettino ,a guardare il soffitto con alla finestra il Brenta che ti chiama beffardo,non c'è solidarietà che possa mitigare la tua sofferenza..
Però nel mio piccolo c'è una cosa che ,dal cuore ti devo dire,
anche se non te ne rendi conto ,la tua figura di donna sofferente ma forte e speranzosa ,è entrata ormai nella mia anima e se anche a te concretamente non serve ,sappi che nelle mie salite ,nei momenti neri della vita ,il pensiero della tua lotta ,che vedrai vincerai,mi darà del coraggio inaspettato per affrontarli e di questo ti assicuro ,c'è molto di merito tuo e del tuo coraggio...

Emiliano

1 commento:

  1. alessandra cavazza15 agosto 2010 13:16

    Carissimo Emiliano,esageri! Io non ho fatto altro che cercare di galleggiare in mezzo alle onde. Se ti capita e tu sai come nella vita nulla è prevedibile, devi darti da fare e cercare di fare del tuo meglio.
    Ti dirò poi che tutto sommato mi sento fortunata se mi confronto con i miei compagni di stanza....
    Ognuno di loro ha problemi molto più gravi dei miei. Io il lunedi spesso torno abbronzata e contenta con negli occhi ancora le immagini dei monti, dei torrenti, dei ghiacciai..
    Loro spesso non escono neache di casa!
    Alcuni perchè si sono lasciati andare, altri perchè proprio non ce la fanno.
    Ecco ora sai che io sono fortunata tra gli sfortunati.. capisci? E' un altro mondo che molti non conoscono, un mondo della sofferenza cronica che tanti sopportano in silenzio e con dignità. Un mondo che molti di fuori non immaginano neanche.
    Grazie per pensarmi-ci , grazie per capire

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa