lunedì 2 agosto 2010

se al mattino,è dura alzarsi e mettersi in viaggio,i primi passi su questo ghiaione che non finisce mai ,sono un tormento. Quante volte mi sono maledetto per aver scelto questa montagna,che sarà pure bella ,ma alla sua base ha questi sfasciumi faticosissimi ,che mettono a dura prova il fiato e le gambe. Il silenzio è assoluto,forse perchè ognuno pensa quello che sto pensando io,rotto solo da qualche colpo di tosse e mi viene in mente il prete che,dopo l'omelia si attarda col silenzio e la gente comincia a fare sommessi colpi di tosse. Spero solo che ne valga la pena e che il panorama meriti una fatica così dolorosa..La fatica è passata,il panorama è coperto ,però invece di guardare le meraviglie della natura,ho fatto un viaggio ,molto intimo ,nelle mie debolezze e perplessità, e ho concluso che,è vero che la montagna è fatica,è vero che spesso non si riesce a vedere niente, ma ,tutto quello che ho fatto e passato oggi,per ammirare ,come in un girone dantesco,questa nebbia così fitta, mi è servito a capire che se la vita è vissuta ,con coscienza e senza aspettarsi troppo dai nostri sacrifici,la soddisfazione è doppia,PERCHE' NON HO VINTO LA MONTAGNA,MA LE MIE PAURE E LE MIE FREQUENTI DEBOLEZZE

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa