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venerdì 20 agosto 2010

il cammino è lungo,la fatica comincia a farsi sentire,non sembra esserci nessuno che possa aiutarmi ad uscire da questo pazzesco labirinto che è la vita,.... monotona,un pò egoista e senza sogni ,che il mondo mi ha cucito addosso...
Devo sottostare a regole che altri hanno fatto e che quasi mi impediscono di pensare,tutto è stato preparato e codificato perchè io ,insieme a molti altri,possa essere utile a questa società del consumo ad ogni costo..se nella vita non sai essere consumatore ,sei un pò fuori norma e l'economia,la nuova religione ,non può avanzare,a scapito della società...Ma ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di dire che le riserve della natura non sono infinite?? Come posso confessare ad questa società che ,a me comunque non pare felice,che a me basta poco per vivere? Il pezzo di pane o i frutti dell'orto,un sorso d'acqua ,chiara e fresca dei torrenti di montagna e sopratutto poter salire le mie montagne con pazienza e umiltà...La mia lotta interiore è non poter seguire ,forse per viltà ,forse per ignoranza,queste mie idee di vita,inserito ormai in un gioco più grande di me e impotente davanti a questa deriva per me disastrosa..E' per questo che in cima alle montagne sono felice,perchè ho fatto qualcosa senza avere in cambio ,materialmente nulla, e per un pò di ore ,con la complicità del destino o della mia fortuna,sono stato padrone assoluto della mia vita..
Saranno momenti rari ,ma mi aiutano a sopravvivere alla dura realtà...

1 commento:

  1. ciao, credo che ti riferissi a questo articolo che hai scritto. Come potrei non condividere ciò che dici? E' ciò che vivo giorno per giorno, la semplicità della vita, la verità e l'umiltà. Anche io vivo con ..poco, ma perchè è una mia scelta, un mio modo di essere, rispetto la natura, sono vegetariana, quindi nessuna creatura viene uccisa per me, compro lo stretto ncessario, il resto lo coltivo. Amo la montagna perchè quando sono lassù, mi sento un pò più vicina al Divino, indegnamente. Ciao Emi, Silvana

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa