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martedì 3 agosto 2010

ma è vero che siamo umili?

in una certa iconografia classica,l'alpinista,da non confondere con il climber che è tutta un 'altra cosa,è visto come una persona umile e schiva ,che solo sulle pareti più impervie sa realizzarsi e dare il meglio..
Per me non è così,a me piace ,essendo molto egocentrico,essere guardato e magari ammirato mentre arrampico..
Per farti capire,se hai fatto la via MARIA al sass pordoi,saprai che gli ultimi due tiri sono in un colatoio circondato da una ringhiera in ferro,ebbene,quando mi capitato di arrampicare su quei tiri di corda ,con intorno gente che ti fotografa ,penso di essere stato,con un pò di superbia ,stilisticamente perfetto.
Oppure chi fa la traversata delle 5 dita al sassolungo,dal mignolo a pollice,fa l'ultima doppia vicino al rif.demetz ,anche qui con curiosi che ti guardano e tu come in un film,ti atteggi a situazioni tipo ..il ritorno del guerriero dalla battaglia,con il volto stanco,sfinito ,ma felice e loro magari a crederti quasi un marziano..
Tutto questo per dire che,e io parlo per me,vado in montagna ma come tutti ho molti difetti che un certo tipo di promozione non mi faranno certo passare...

2 commenti:

  1. Proprio questa esperienza ti permette di guardarti bene dentro e fuori, probabilmente usi la montagna come palestra anche di Vita,per guardarti meglio, riflettere e perchè no...rilucere.Se qualcuno lo nota, che c'è di male???Io, che nn so usare le corde,quando vedo qualche donna scendere da una ferrata, la guardo con invidia e tanto rispetto qualunque sia il suo grado di intelligenza. E poi, chi nn si atteggia a questo mondo...l'importante è nn esserne schiavo, ma consapevole!!Così è anche divertente!
    Vai...che uno spettacolo nello spettacolo toglie il respiro e tante angoscie a chi sta Guardando!!!Ciao!!!fILO.

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  2. penso che quello che conta veramente è capire che la montagna è si una fuga verso me stesso ,ma non deve farmi dimenticare le persone che ,per amore o per destino mi passano accanto

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ai giovani

sempre più spesso si sentono criticare i giovani,perchè sono vuoti ,leggeri e non hanno ideali..Ma noi adulti che mondo abbiamo lasciato a questi ragazzi? Le nostre lontane lotte,cosa ci hanno dato da tramandare ai giovani? Noi che allora eravamo idealisti e lottavamo per i diritti,che tipo di mondo abbiamo poi creato per chi è venuto dopo? secondo me ci siamo adagiati sulle comodità e chi è rimasto quello di quei tempi è considerato un fuori di testa